Esame di Maturità
Il colloquio dell’Esame di Stato 2026 (art. 22) – Sintesi operativa
Il colloquio orale dell’Esame di Stato 2026, disciplinato dall’art. 22 dell’Ordinanza ministeriale, è una prova integrata finalizzata a valutare la maturazione complessiva dello studente e il raggiungimento del Profilo educativo, culturale e professionale (PECUP).
Finalità della prova
Il colloquio consente di verificare:
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acquisizione dei contenuti e dei metodi disciplinari
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capacità di collegare le conoscenze
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abilità di argomentazione critica e personale
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livello di autonomia, responsabilità e maturità
Il focus non è solo sulle conoscenze, ma sull’uso consapevole delle stesse
Struttura del colloquio
Il colloquio si sviluppa come un percorso unitario articolato in due fasi:
Fase iniziale
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riflessione sul percorso scolastico e personale
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riferimento al Curriculum dello studente
Lo studente presenta esperienze, competenze e scelte formative
Fase centrale
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discussione su quattro discipline individuate dal Ministero
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sviluppo di collegamenti interdisciplinari
Il colloquio non è una sequenza di domande separate, ma un discorso organico e integrato
Contenuti del colloquio
Durante la prova vengono affrontati:
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discipline oggetto del colloquio
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PCTO (con riflessione critica sull’esperienza)
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Educazione civica
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eventuale CLIL
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discussione delle prove scritte
Valutazione
Il colloquio è valutato fino a 20 punti e tiene conto di:
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conoscenze disciplinari
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capacità di collegamento
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qualità dell’argomentazione
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maturità complessiva dello studente
In sintesi
Il colloquio 2026 rappresenta una prova di sintesi del percorso formativo: lo studente è chiamato a dimostrare non solo ciò che sa, ma soprattutto la capacità di collegare, argomentare e riflettere in modo autonomo e consapevole.
Articolo 22, comma 2 del decreto del 26\3\26
Il colloquio ha inizio con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni contenute nel curriculum della studentessa o dello studente.
Il colloquio prosegue con la proposta di domande e approfondimenti sulle quattro discipline di cui all’art. 1, comma 1, lettera b), del D.M. 13/2026, al fine di evidenziare il grado di responsabilità e maturità raggiunto dal candidato in ordine all’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, nonché la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite per argomentare in maniera critica e personale.
Nel corso del colloquio, il candidato analizza criticamente e correla al percorso di studi seguito e al PECUP, mediante una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze svolte nell’ambito delle attività di formazione scuola-lavoro o dell’apprendistato di primo livello, con riferimento al complesso del percorso effettuato. Per i candidati esterni, la relazione o il lavoro multimediale hanno ad oggetto l’attività di cui all’articolo 14, comma 3, ultimo periodo, del D.Lgs. 62/2017.
Inoltre, il colloquio verifica le competenze di educazione civica, di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92, e alle linee guida di cui al decreto ministeriale 7 settembre 2024, n. 183, come definite nel curricolo d’istituto e previste dalle attività declinate dal documento del consiglio di classe.
Infine, nell’ambito del colloquio viene effettuata la discussione degli elaborati relativi alle prove scritte.
La commissione cura l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline, valorizzandone soprattutto i nuclei tematici fondamentali e la dimensione pluridisciplinare e interdisciplinare. Nella conduzione del colloquio, la commissione tiene conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento di ciascun consiglio di classe, al fine di considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze realizzati, con riguardo anche alle iniziative di personalizzazione eventualmente intraprese nel percorso di studi, nel rispetto delle Indicazioni nazionali per i licei e delle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali.





